Ragadi

sada_2

Una volta il mio amico Andrea ha avuto le ragadi. Si tratta di piccoli tagli dolorosi che si possono formare sui capezzoli, sulle mani o agli angoli della bocca. Ad Andrea le ragadi si sono formate nello sfintere anale. La cura per questo disturbo varia dal luogo dove esso insiste. Per quanto riguarda lo sfintere anale (che i più chiamano buco-del-culo ma che per comodità noi chiameremo sedere), dato che la causa del problema è una scarsa irrorazione sanguigna dovuta perlopiù a una situazione di ipertono muscolare (sedere molto stretto), la cura è rilassare e allargare la parte. L’operazione non deve essere traumatica e deve avere un’efficacia duratura. Le piccole ferite provocano molto disagio e non sono destinate a guarire per conto loro sia perché il sangue, che è il veicolo delle sostanze più curative che il corpo possa produrre, scorre poco in quella zona, appunto, sia perché quotidianamente la zona è interessata da almeno un evento traumatico rappresentato dal passaggio delle feci. Le ferite rimangono aperte e, vista la contiguità con materiale tossico, vanno disinfettate e medicate. Per consentire ai muscoli anali di rilassarsi e al sangue di tornare a circolare in maniera efficace nella zona, esiste una procedura che il paziente può gestire da solo e che, eseguita con pazienza e continuità, porta nel medio termine a una completa guarigione. Si tratta di infilarsi nel sedere un’ogiva di plastica detta Dilatan (una crasi che ricorda l’operazione di dilatare l’ano), e tenerlo in loco per circa mezz’ora, due o tre volte al giorno, a seconda della capacità di sopportazione del paziente. Andrea mi raccontava che per una decina di giorni lui è rimasto a casa sdraiato, cercando di decomprimere i muscoli del corpo, stando al caldo, evitando stress, e infilandosi il Dilatan nel sedere, tre volte al giorno. Il Dilatan ha una dimensione variabile e ogni confezione ne contiene tre, uno piccino (diciamo come il mignolo di una mano), poi uno medio e uno grandicello. Vanno usati in serie partendo dal meno invasivo, che apre la strada in un pertugio patologicamente stretto, in su fino al maggiore. Una volta che saranno trascorsi almeno tre giorni con il Dilatan Grande dentro al sedere per un’ora e mezza al giorno, secondo la letteratura scientifica le ragadi tenderanno a scomparire. Nei primi giorni di cura il problema del paziente è che la parte da trattare è dolente e il Dilatan Mignolo, per quanto piccolo, va a creare un trauma significativo. Ci sono due scuole di pensiero per affrontare questa reazione del corpo, che tra l’altro può rischiare di far contrarre i muscoli ancora di più, come accade sempre quando si percepisce un dolore acuto. L’uso della vaselina per limitare l’attrito è stato superato da due alternative. La prima scuola di pensiero suggerisce di coprire l’ogiva di Luan, pomata che contiene dell’anestetico locale e che viene venduta in farmacia soprattutto a chi fa mercato dei propri orifizi. La seconda scuola propone l’uso di un preparato galenico (da far produrre ad hoc) a base di nitroglicerina. Il principio aiuta la cicatrizzazione, rilassa la parte e ha un blando effetto antidolorifico locale; per converso causa sempre delle cefalee acute (e non va agitato). Le ragadi anali sono un disturbo molto istruttivo. Il mio amico Andrea quando affronta un periodo complicato, quando deve avere molta pazienza per poter sperare di raggiungere uno scopo e non sa come trovare la forza dentro di sé, quando deve fare buon viso a cattivo gioco o deve perseverare in qualcosa, senza troppo discutere, chiude gli occhi e si immedesima in se stesso di quel tempo in cui di fronte a un dolore di livello 7 su scala di10, dentro al sedere, allungava una mano dietro e si infilava un tubo di plastica nell’orifizio sanguinante, percependo il dolore arrivare a 9 su 10, e lo teneva lì con il dito medio appoggiato sulla testa che spuntava, combattendo la forza istintiva del corpo che cercava di espellere un oggetto estraneo che causava un dolore molto acuto. Il tutto per almeno mezz’ora, due o tre volte al giorno, senza proferire parola mai.
Questo un po’ lo aiuta.

Annunci

Informazioni su Stefano D'Andrea

Stefano D’Andrea, nasce e risiede a Milano, ma si è formato tra Roma, Bologna e New York. Ha inventato e conduce Umani a Milano e Gatto Morto. Nelle librerie c'è il suo "La vita è una pizza" edito da Corbaccio.
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...